Terra di verdicchio, la nostra

Ormai è un’eccellenza riconosciuta universalmente. La nostra terra, le nostre colline sono terra di verdicchio. Vi si adagiano vigneti che in lontananza appaiono come opere d’artista, come lastre incise che si lasciano baciare dal sole e trovando, per una migliore illuminazione, l’inclinazione più adatta seguendo la conformazione dei fianchi e delle dorsali collinari. Fino a cinquanta/sessant’anni fa dominavano filari di viti maritate con l’acero, poi i vigneti si sono sostituiti caratterizzando il nostro territorio, le colline e le valli soprattutto dell’Esino e del Misa, estendendosi verso il Musone a sud e il Cesano a nord, nel cuore delle Marche. Soprattutto verdicchio in quest’ultimo secolo e mezzo, da quando la sapienza dei nostri coltivatori ha scoperto che proprio questo vitigno riusciva a produrre un vino ineguagliabile tenute presenti la conformazione geomorfologica e chimica dei terreni dove insistevano i vigneti. Dieci vitigni di uve bianche e dieci di uve nere furono censite dalla Commissione Ampelografica nella Provincia di Ancona nel 1871 e la produzione di vini rossi alla fine dell’Ottocento superava quella dei vini bianchi, grazie alla notevole diffusione  del vitigno Sangiovese. Comunque il «Verdicchio tra le bianche non ha potuto essere detronizzato», acquisendo anzi di decennio in decennio quel ruolo di protagonista che gli venne riconosciuto, tra la fine dell’Ottocento e il terzo decennio del Novecento, soprattutto nelle osterie di Roma dove era servito e diffuso da operatori commerciali originari di Staffolo, Cupramontana, Maiolati  ecc. Dalla capitale alle altre città d’Italia, da Ancona, a Milano e Torino, il verdicchio si impose come uno dei vini bianchi più prestigiosi  fino ad arrivare ai traguardi di eccellenza che oggi gode presso intenditori e consumatori. Fino a qualche anno fa lo si chiamava “Verdicchio dei Castelli di Jesi”, ora il nome è, almeno per la “riserva”,  “Castelli di Jesi – Verdicchio”. Una terra che lo esprime con la sua storia e le sue tradizioni ed il suo spessore di vita: terra di verdicchio, la nostra appunto.

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Riccardo Ceccarelli

Nato a Castelplanio (AN), risiede a Monte Roberto (An). Giornalista-pubblicista, iscritto all’Ordine delle Marche dal 1989. Dal 1979 al 2009 è stato responsabile della Biblioteca Comunale di Cupramontana. Deputato della Deputazione per la Storia Patria delle Marche dal 2005. Accademico Aggregato dell’Accademia dei Georgofili (Sezione Centro Est) dal dicembre 2010.... Read more

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